Randolomitics 2016

 

07

 

12

11

 

Fatta ragazzi, fatta!! dire che sia dura è dir poco!!

Nel 2014 alla prima edizione ci ho provato, ma un forte temporale ci ha fermato sul passo Giau. Scendere di notte sotto al diluvio non è il massimo e il buon senso dei miei compagni di viaggio mi hanno fatto ragionare e mollare...

Ma la parola “mollare” non esiste nella mia testa e così ho voluto riprovarci quest'anno visto che l'anno scorso, per motivi di concomitanza con un'altra rando extreme sui Pirenei, non ho potuto partecipare.

Ecco la mia Randolomitcs: un miscuglio di sentimenti che adesso, un po' più riposata e a freddo, fanno già parte della nostalgia.

Sono fortunata, tanti mi conoscono e così venerdì sera, dopo il ritiro del pacco gara, mi sono trovata per cena con la compagnia che mi accompegnerà per tutta la rando! È questo che mi piace delle rando, specie quelle estreme: le vivi come un viaggio. Pur essendo stati soltanto due giorni, in testa mi sembra che sia stato lungo viaggio, con un sacco di aneddoti e di vissuto.

Partenza secondo me troppo tardi, alle 8. Appuntamento alle 7,30 per il rito del timbro e via che incontro tanta gente che conosco!! Per me è una festa e un piacere grandissimo riabbracciare persone con cui ho condiviso altri “viaggi”, incontrare altra gente che mi conosceva solo tramite facebook, gente che mi chiedeva addirittura del mio gattino hihihihi...e così pronti via..una ragazza con un megafono un po' timida dà il via!

L'andatura è tranquilla e si percorre una ciclabile che poi ci porta sulla salita del Passo Rolle, dove ormai non c'e più il gruppone compatto. A metà salita c’è bivio per il Passo Valles, noi lo prendiamo di buon passo tranquillo e in cima l'organizzazione ci aspetta con un ristoro, l'unico! (secondo me sbagliato farlo proprio lì, appena partiti; sarebbe stato più gradito magari dopo).

Poi da lì un costante salire e scendere con panorami mozzafiato:

Passo San Pellegrino, Passo Pordoi e…Passo Fedaia...mamma mia quanto è duro!! Arrivo a Sottoguda dove si timbra e noi proseguiamo entrando nel centro città.

Percorriamo una ciclabile a pagamento (2 euro per i ciclisti) selvaggia e bellissima in mezzo ad una grotta!! Affascinata da quello che i miei occhi vedevano non mi sono preoccupata di vedere tanto le pendenze. Finito il tratto di ciclabile, la strada si ricongiunge con quella principale e azz che comincia la tortura…6 km di pura sofferenza, un drittone senza fiato!! Arrivo al passo e vedo i miei amici seduti al fresco nel rifugio. Entro e mi godo il primo di una serie di strudel. 15 minuti di relax e si riparte, discesa lunga e bella con il panorama della Marmolada che ti fa dimenticare l'incubo della salita dura. Accidenti che bel panorama!! Peccato che si debba ripartire altrimenti sarei rimasta lì...e poi, Passo Sella, Passo Gardena. Già un pochino provati ci fermiamo a fine discesa a Corvara, la fame comincia a farsi padrona di me ed insieme ad una coca cola mi mangio tre paninetti !

Visualizzazione di 13626593_10153557084417047_7598308487176824290_n.jpgPasso Valparola. Anche questo passo, in cima, è uno spettacolo, e poi farlo a tardo pomeriggio quando non ci sono più moto nè auto, è una goduria infinita, visto che per tutto il primo tratto ci hanno accompagnato un raduno di  Porsche ed auto d'epoca, oltre ad un sacco di moto che ci hanno fatto pelo e contropelo! Scendendo dal Valparola troviamo un ristorante dove ci fermiamo per un piatto di pasta….uno dei nostri comincia ad essere stanchissimo!

Ripartiamo per il Passo Giau. Tocchiamo la vetta già con la mezza luna e il cielo stellato.

In cima il rifugio è chiuso quindi scendiamo un poco e troviamo un altro rifugio dove ci buttiamo letteralmente dentro.

All’interno le cameriere incuriosite per i tanti timbri richiesti durante la giornata, ci chiedono cosa diavolo stiamo combinando. Noi raccontiamo e anche i commensali intorno si avvicinano molto incuriositi, ci chiedono e si interessano all’impresa che stiamo compiendo!

Giuseppe, uno dei miei amici, è cotto e fa un micro sonnellino mentre noi rimaniamo a parlare con le persone che ci circondano incuriosite!

Poi il tocco finale: chiediamo alla signora come siano le altre due salite prima di arrivare ad Agordo. Ci dice: “se avete fatto il Giau le altre sono un baffo!” peccato che sia stata alquanto imprecisa!! o forse si riferiva solo al Passo Staulanza, tutto sommato  facile, ma il Duran?? NO!!

Passo Duran...sarà la stanchezza ma io l'ho trovato durissimo ed infinito. In cima, il solito amico Giuseppe dorme sdraiato nel verde.

Il calo della temperatura arriva, già al Giau avevamo dovuto mettere i gambali. Là in cima, sommata anche la stanchezza, sento davvero freddo freddo. Discesona tecnica, complice la scarsa visibilità, comincio a frenare più delVisualizzazione di 13640931_10153559379932047_166006160279417697_o.jpg solito e cominco a sentire dolore alla spalla del braccio sinistro. Le mani cominciano ad essere stanche e il pensiero fisso è “manca poco ad arrivare ad Agordo dove mi aspetta un bel cantuccio dove poter dormire e una bella doccia rinfrescante. Peccato che però tutti i sogni sfumano di colpo allla vista del Palazzeto dello Sport, un luogo davvero squallido. Pare di essere alla fine di una sagra piuttosto che in un luogo dove poter dormire.

Visualizzazione di 13668785_10153559381402047_3245076901455037808_o.jpgCi troviamo di fronte ad un chiosco con dei banchi e tavoli stile sagra di paese dove ci viene offerto un piatto di pasta + bibita per 5 euro.

Peccato che la pasta sia fredda!! Per fortuna trovo almeno il bagno delle donne pulito e così faccio una doccia.

Cerco questi fantomatici dormitori e tac! seconda brutta sorpresa: un buco di posto! Gente buttata ovunque, sulle panchine dello spogliatoio. Tutte le banchine prese d'assalto, nessun posto per me…dove accidenti mi metto? Senza pudore vado nel bagno degli uomini e vedo una panca vuota!! E' MIA!!! mi accomodo con il mio sacco a pelo e provo a dormire. Avrò dormito 30 minuti ma svegliata dal rumore, mi alzo e hahaha risate. Mi scuso scuso con tutti per il fatto di essere lì...hahahaha dopo vengo a sapere di uno tizio che aveva detto “ero in bagno tutto nudo e mi rendo conto che c'è lì la Paola che dorme...per fortuna “non ho visto nulla!

Per le cinque dopo esserci fermati credo circa 3 ore e dormito 30 minuti, ripartiamo...

Forcella Aurine, Passo Cereda, unico bar aperto e ci buttiamo come in piscina, doppio caffe e strudel, per favore!! lavata di faccia con l'acqua gelata e mi sento di nuovo bene e sveglia. Passo Gobbera, prima di arrivare timbriamo in un paesino molto caratteristico, Imer., anche lì altro caffè e via per il passo. Strada molto bella e pendenze umane, ci fanno salire con il sorriso e raccontandocela allegramente.


Passo Brocon,
discesa lunga dal Gobbera per andare verso il Brocon, salita molto bella e con bel panorama. In cima altra sosta, coca cola e ancora gente incuriosita per la nostra impresa. Foto di rito e via per l'attacco del Passo Manghen.

Caldo, caldo e tanto caldo!!! Provo a non pensarci di dover fare 23km di salita senza un minimo d’ombra.

Visualizzazione di 13641103_10153559380372047_948858048110571775_o.jpgTroviamo, salendo, Nazzereno Gioia, un randonneeur di quelli eroici, cliente fisso alla Randolomitics! Lui ci consiglia di prendere dell’acqua all’ultima fontana (km 17 +/-) perché sarà
l’ultima….mamma mia che tortura!!! io avevo fatto il Manghen alla Sportful ma, credetemi, farlo con già quasi 400 km e svariati mt di dislivello con 38º è un atto terroristico.

Là dove non ti portano le tue gambe, ti porta solo la testa!!

Sofferenza all’ennesima potenza. Con questa strada stretta e con queste moto e auto che scendono a manetta….rimbambita dal caldo e con la auto che ti fanno il pelo, restare concentrata è davvero un’impresa. A fianco della strada ci sono, come in
02Francia, i cartelli con i km che mancano, altitudine e dislivello del km che stai facendo. È sempre una tortura vedere che non si scende mai sotto l’8%, addirittura al km-2 la cifra è pari al 10,5%...azzzz e

finalmente cima. Sono talmente KO che non oso neanche prendere la macchina fotografica per fare qualche scatto (come accaduto sul Fedaia) ma ho in testa il panorama, le curve della strada vista dall'alto!! spettacolo! In cima mi aspettano i miei compagni di viaggio. Sento il bisogno di mangiare qualcosa, sto per svenire dalla fame. Il tempo di ordinare l'ennesimo strudel e uno dei miei amici mi dice: di fare in fretta perchè sta arrivando la bufera. Inghiottisco lo strudel aiutandomi con la coca-cola e mi butto in discesa. Mi ritrovo un forte dolore al ginocchio sinistro, devo pedalare per farmi passare il dolore. Tenere la gamba un po' piegata mi procura fitte di dolore al ginocchio. Arriviamo in valle, e purtroppo anche qui c’è poca pianura per arrivare a Tesero. Altra salitella!! Al cartello Tesero comincia a piovere, ma due gocce che non fanno in tempo neanche a sporcare la bici. Arriviamo al punto di controllo riparati perché già piove più forte, siamo un gruppetto di 8 persone un po' dubbiose se salire con quel tempo. Ci manca ancora il tanto temibile Alpe di Pampeago. Chiacchiere a risate e tac: smette di piovere e il grande Nazzareno che nel frattempo era arrivato ci dice: vi tiro io!! e così via partiamo tutti. Io però prima di affrontare la salita, mollo al bar dove avevo rivisto le mie amiche che avevano fatto il percorso corto, la mia borsa pesantissima. Caspita, mi dico fra me e me...mi sembra di volare senza tutto quel peso!

 

Alpe di Pampeago, i primi km che da Tesero portano all'Alpe sono decisamente facili, pendenze non oltre l’8%. Sapevo di questa mazzata di salita quindi l'ho presa molto con tranquillità e con la bici senza zavorra mi sembrava di volare...1, 2, 3...al 5 km più o meno comincia il calvario. Pendenze che non scendono sotto al 12%. Io, boh, sarà per l'adrenalina, vado benissimo e senza fiatare ma vedo gli altri zigzagare. Tre gallerie e arriviamo a Pampeago dove ci sono gli impianti di sci ma la strada sale ancora. Strada molto stretta dove le pendenze scendono leggermente, sempre comunque attorno al 9/10%.



03

 

Dai che dopo la curva si vedrà il gonfiabile dell'arrivo!! eccolo è lì!! rallento e aspetto Tiziano e attraversiamo lo striscione dell'arrivo insieme con un sorriso birichino di chi ha compiuto un’ impresa…LA MIA IMPRESA.

Entrati in baita abbracci e baci con tutti gli altri ragazzi…esperienza indimenticabile.

425km e oltre 13000mt di dislivello in poco più di 34 ore.

Paola

10

 06

 

 

 

 

 

Per migliorare l'esperienza di navigazione questo sito utilizza i cookies