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The Ironman Western Australia Triathlon

Nuotare, pedalare correre; il primo triathlon dell’era moderna, con la sequenza “swim/bike/run” si è svolto a Mission Bay, San Diego, Californa, il 25 settembre 1974, organizzato dal San Diego Track Club e animato da 46 partecipanti. Qualche anno dopo arriviamo al mito… l’IronMan. Un manipolo di marines di stanza alle Hawaii daranno vita a un movimento che al giorno d’oggi fa sognare, faticare e vincere una tribù di sportivi e appassionati ogni giorno più grande e variegata.

 

La sfida nasce da una scommessa: qual è la gara più dura tra la Waikiki Roughwater Swim (3,862 km), l’Around-Oahu Bike Race (185 km) e la Honolulu Marathon (42,195 km)?

Il comandante John Collins, che con sua moglie Judy aveva preso parte ai triathlon di San Diego nel 1974 e 1975, con una frase s’inventa l’IronMan: «Swim 2.4 miles! Bike 112 miles! Run 26.2 miles! Brag for the rest of your life!».

La mattina del 18 febbraio 1978 il via, dopo 11 ore, 46 minuti e 58 secondi Gordon Haller taglia il traguardo laureandosi primo Iron Man..

 

Ma cos’è l’IronMan?

 

E’ una sfida contro te stesso, del tuo cervello contro i tuoi muscoli, ma è anche tanta tanta fatica. Gli allenamenti in tre discipline così diverse tra loro, i tempi per farli collimare con i propri impegni quotidiani; e poi gli infortuni, muscoli e tendini che vengono stressati all’inverosimile. Due anni fa i miei  hanno detto basta a venti giorni dalla gara e del gruppo di otto amici che lo stavamo preparando, sono stato l’unico che non ebbe la soddisfazione di parteciparvi. Una botta per il mio orgoglio.

 

Ho voluto tentarla da solo. La scelta della destinazione in base alla qualità degli allenamenti. In quel periodo, fine novembre inizio dicembre, ci sono due località, una in Messico nell’isola di Cozumel una in Western Australia a Busselton. Decido per quest’ultima perchè ho la possibilità di noleggiare la bicicletta senza così dovermela portare appresso.

 

La partenza all’alba; nella frazione in acqua dobbiamo circumnavigare un jetty (porticciolo che serviva alle navi in passato per attraccare e scaricare le merci) che si spinge nel mare per quasi 2 km.

 

Poi la bici: 180 km con lo stesso ritmo all’interno di un immenso parco lacustre ed infine la corsa infinita. La cosa più bella all’arrivo, quando si passa attraverso le gradinate ricolme di gente che ti incita per nome e ti festeggia.

 

E’ fatta! sono commosso ma devo fare in fretta, risalire in bici e ritornare in campeggio (gli ultimi 6 km!!!!) prima che faccia buio.

 

Valerio

 

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