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A.S.D. Cassinis anche alla GF Alta Valtellina

 

 

Tre agguerriti rappresentanti (Sergio, Roberto S. e Giulio) pronti ad affrontarsi a colpi di pedali qui a Bormio - sotto un cielo nero e minaccioso - sul percorso Marathon: 69 tosti chilometri con oltre 2300 metri di dislivello. 

 

Il fischio del via coincide con le prime gocce di pioggia. Primi chilometri di asfalto e le gocce non son più solo gocce! Oltre 1000 concorrenti (eh sì, i rinunciatari dell’ultima ora non sono pochi) affrontano la salita per Campolungo a testa bassa, sotto un’acqua insistente. Il freddo e l’umido entrano nelle gambe, ma non appena inizia lo sterrato l’acqua e lo sporco entrano in ogni parte meccanica delle rispettive bighe. Giulio e Robi avanzano di pari passo, Sergio poco dietro. La discesa fino a Calvarana è il primo test per il fegato dei partecipanti, soprattuto nella seconda parte, quando da semplicemente veloce (sconnesso da oltre 50km/h) diventa anche tecnica. La pioggia nel frattempo, caduta quanto basta per regalare ai concorrenti la giusta dose di fango, molla un po’. I sorpassi è meglio tenerli per la salita, ma anche le forze. Dopo l’arrivo a Teregua si inizia la salita lungo la strada dell’Ables, continua e mai troppo ripida, fino agli ultimi 500 metri, questi sì ripidi, che portano ai 2050 di quota dell’Alpe Solaz. Nome quanto mai evocativo; ed infatti splende finalmente il sole e la temperatura è salita. E quindi giù a rotta di collo per la velocissima e divertentissima discesa. L’ordine dei nostri non muta. Pendenze ad angolo acuto e fondo da nervi tesi: fuorisella, gambe strette e cuore in gola. Poi ci si calma un po’: via verso Fantelle, e poi in direzione della Val Zebrù. Da qui lo splendido tratto nel bosco, tracciato della Stravalfurva, davvero entusiasmante: si godono i single track forse più belli della regione prima dell’arrivo al bivio di Bormio.

 

La seconda parte del percorso Marathon ripropone lo schema dell’anno scorso: veloce avvicinamento lungo l’Adda sino a Premadio, nella zona del Planec. Da qui si entra nel bosco e si affrontano salite e discese sulle piste da sci di fondo sino a Valdidentro. Avanza Sergio, che riprende Giulio e scambia due parole prima di fermarsi al ristoro. Già, meglio fare il pieno prima della vera apocalisse... Giulio allunga. Robi è più dietro, a pochi minuti di distanza. Ora cominciano le salite che davvero non concederanno tregua. Giulio già accusa qualche crampo e, confidando in un’improbabile invisibilità, scende dalla bici e spinge per qualche metro. E siamo solo all’antipasto dei 180m di dislivello in 1,7 km prima del Palancan: ecco riapparire Sergio, che ha la meglio, e dopo due parole di sfottò a viso tirato (per lo sforzo) sparisce oltre un tornante. E manca ancora il vero GPM: oltre 500 metri di dislivello in poco più di 4 km costellati di rampe spaccagambe su fondo non sempre compatto... Queste salite sono già una bella sfida per chi si appresta a mangiarli da fresco e riposato. Dopo quasi 50 km a velocità petardo e 1800 m di dislivello nelle gambe sono una tortura. Per almeno due lunghe rampe, che l’inclinometro suggerisce del 25%, si vede la pressoché totalità dei pedalatori smettere di pedalare e cominciare a spingere. E a mugugnare. Toccati i 1860 del GPM del Palancan si prosegue per un bel saliscendi fino a scorgere la seggiovia. Oggi è chiusa: chi si godrà la discesa se la è davvero meritata! Oggi è l’ultima! Cioè, si va verso l’arrivo! Un sentiero tortuoso e spettacolare che coincide per buona parte col percorso dedicato dell’MTB park di Oga, creato ad hoc per gli amanti della discesa meno meritata (vedi impianti di risalita OGGI non in funzione...). Anche qui distrarsi è vietato; e la carica di adrenalina fa da antidoto alla durezza delle gambe fattasi più insidiosa. Si riesce comunque a sorridere compiaciuti per l’immenso godimento tecnico.

 

Ecco poi l’asfalto. Mancano solo due chilometri, in leggerissima salita. Ci si tira a vicenda alternandosi per brevi distanze in piccoli treni ad oltre 35 all’ora; il traguardo è lì, non è più un miraggio. Prima dell’arrivo, soffocando i crampi pericolosi ed infidi come le conseguenze dirette di una cena ad un chiosco di Marrakech... E il ristoro finale è come sempre da grand hotel: insalata di riso, pizzoccheri, breasola, formaggio, crostata, frutta e vino in quantità più che adeguata. Stanchi e soddisfatti, i nostri giungono tutti al traguardo nel giro di 18 minuti, e possono indossare lo splendido smanicato tecnico contenuto nel pacco gara. Bravo Sergio, bravi tutti! Arrivederci a settembre per le prossime GF!

G

 

 

 

Foto della gara per gentile concessione di GIOFOTO

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